Questo è un articolo che ho scritto per AmyResource

Come promesso nell’ultimo numero di AmyResource, questa volta ci occupiamo di come migliorare esteticamente il Workbench ed in particolare le icone. Dobbiamo infatti ammettere che lo stile di icone proposto a partire dal Workbench 2.0 è veramente squallido, tenendo conto soprattutto del fatto che sono disegnate a 4 colori – eppure sappiamo bene che una delle caratteristiche salienti (o per lo meno lo era) dell’Amiga è la sua predisposizione al video.

Non aiuta il fatto che il carattere di sistema di default è anch’esso veramente poco leggibile in tutte le risoluzioni superiori alla 640X256, risoluzione tipicamente PAL che può giustificare l’uso del carattere Topaz, bello grassotto e dunque adatto alla televisione, mentre oggi l’Amiga è prevalentemente usato con monitor VGA/Multiscan.

Nel tempo sono stati proposti diversi set di icone di poco successo perchè sempre tendenti ad usare i 4 colori di base del WB; solo con l’avvento di MagicWB si è avuta una svolta nei nostri desktop.

Esse sono state progettate sin dall’inizio per risoluzioni in proporzione 1:1 (640X480, eccetera) e soprattutto con più colori e con uno stile degno da workstation.

In questo modo le icone MagicWB si sono diffuse enormemente, e la maggior parte dei file presenti su Aminet sono forniti con appunto icone in questo stile.

Uno dei meriti delle icone MagicWB è stato quello di introdurre un sistema di allocazione delle penne per schermi con profondità superiore agli 8 colori – la stupida gestione dei colori sotto Workbench, infatti, rende vani i tentativi di abbellimento delle icone nel momento in cui si vanno ad aumentare o diminuire i colori del desktop.

Altra innovazione è stata quella di introdurre nell’archivio di MagicWB dei nuovi caratteri ben disegnati e molto ben leggibili a risoluzioni medio-alte – i famigerati font XEN e XHelvetica, con la successiva aggiunta del XCourier.

Su Aminet sono presenti poi decine di archivi pieni di collezioni di icone per tutti i gusti e per praticamente ogni programma (ma anche gioco) di qualche utilità, il che ha contribuito a diffondere ancor di più tale set di icone.

Nel frattempo, il pacchetto principale di MagicWB, quello dell’autore Martin Huttenloer, è stato posto come shareware sotto l’etichetta SASG (www.sasg.com); fatto da molti duramente contestato e che ha indotto a creare un altro innovativo set di icone, le NewIcons.

Queste hanno una gestione dei colori molto più sofisticata delle MagicWB, e tramite il sistema utilizzato, sono sempre visualizzate nel modo migliore con i colori più simili a quelli con cui sono state originariamente disegnate.

Questa nuova gestione ha però obbligato l’autore a creare un apposito programma di controllo, senza il quale le NewIcons non sono visibili; coloro che non hanno installato il sistema e che si imbattono in qualche programma fornito soltanto di icona in stile NewIcons vedono soltanto un’icona rappresentata da un piccolo quadratino: le informazioni relative alle immagini sono infatti memorizzati nei campi tooltypes dell’icona (che sono poi nascosti, quando si andasse ad eseguire eventualmente un Information sull’icona, dal programma di controllo).

MagicWb e NewIcons hanno un aspetto molto differente, e l’utilizzo di uno dei due set è questione principalmente di gusti; bisogna però tener conto che le icone NewIcons sono create per schermi con molti colori e che su questi fanno sfoggio di una grafica accattivante e colorata; le MagicWB sono invece dall’aspetto più “soft” e rendono maggiormente l’idea di una stazione di lavoro grafica (a parere di chi scrive).

Nella directory della rivista abbiamo incluso sia il pacchetto principale delle icone MagicWB (attenzione: essendo shareware, alcune delle icone non sono molto utilizzabili in quanto nella seconda immagine sono sostituite da una scritta che invita alla registrazione) che quello delle NewIcons; abbiamo anche inserito alcune immagini di preview che vi possono essere utili nella scelta di quale set installare.

Per la copia manuale delle icone si consiglia di usare il programma IconInstaller, anch’esso fornito, che svolge la duplice funzione di copiare sia l’icona standard che quella in formato NewIcons (se presente).


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